Il Cerchio di Legno vi aspetta: aperte le iscrizioni per l’anno accademico 2019/2020

Come mostra questo video pieno di energia, Luca Giacomelli Ferrarini e Cristian Ruiz vi aspettano.

Insieme ai colleghi docenti, hanno inaugurato solo da poco il loro laboratorio teatrale in provincia di Verona, ma già guardano avanti, al prossimo anno scolastico e ai nuovi esami di ammissione.

In questi primi mesi di attività, Il Cerchio di Legno sta dimostrando grande determinazione, voglia di crescere e di offrire sempre nuovi stimoli ai suoi allievi: serate culturali a teatro, stage aperti anche a studenti esterni con docenti ospiti, lezioni di approfondimento e analisi critica dedicate agli spettacoli musicali dal 1700 a oggi, incontri formativi con professionisti del settore… Quante altre idee e novità ci saranno in serbo, soprattutto per il futuro anno accademico 2019/2020?

Se coltivate seriamente la passione per il teatro musicale, potete iscrivervi alla prima sessione degli esami di ammissione, prevista a gennaio 2019, scrivendo per informazioni e dettagli all’indirizzo mail ilcerchiodilegno@libero.it

Non perdete l’occasione di studiare con chi il musical lo fa davvero. E che musical!

#cerchiamo !

Ai sogni non si dice addio (lettera aperta a Mercuzio)

La storia è giunta al suo epilogo.

Le voci si intrecciano, sul palco, e là, in alto, dove vanno i sogni, perché sono più leggeri di quanto noi che li concepiamo potremo mai essere, lassù tu e Paride avanzate insieme. Vi guardate, vi posate la mano sulla spalla a vicenda, un cenno reciproco, poi vi separate. Paride scompare alla mia vista e tu procedi, ti fermi sull’orlo del buio, ti appoggi alla parete, malinconico, fragile, bellissimo. Resti lì finché la luce si spegne. I miei occhi non ti abbandonano nemmeno quando di te non rimane che una vaga sagoma nell’oscurità.

In cinque anni ho contemplato questo momento finale molte volte. Ognuna con l’intimo desiderio di catturare quegli istanti e imprimerli nella memoria, sempre con una punta di tristezza. Ma questa volta, l’ultima, non ero triste. Ho assorbito quella bellezza e quella poesia, caro Mercuzio, felice e piena di gratitudine, con il cuore spalancato.

Ma come? Felice di dire addio?

No, nessun addio.

Non si dice addio ai sogni. Soprattutto a quelli che ci hanno cambiati, nutriti, ispirati. Sogni di questo genere si legano a noi per sempre.

Non credo che Shakespeare ti abbia mai detto addio. Non credo che ti possa dire veramente addio chiunque abbia trovato in te un significato, una fiamma, un senso di riconoscimento.

Mercuzio, sono sincera, non mi mancherai. Non vedo perché dovresti. Ti amavo già quand’ero bambina, poi il destino ha messo sulla mia strada l’attore che ha reso di te l’incarnazione perfetta e il mio mondo si è riempito di arte, energia e speranza.

Quindi perché dovresti mancarmi?

Amico tu sei qui, ti sento ridere, la tua risata di monellino veronese. E sorrido anch’io.

Patti Smith scrisse queste parole in riferimento a Robert Mapplethorpe e io le chiedo in prestito per te:

Little blue star that offers light…

Piccola stella blu che offri la luce, tu ci sei e resti qui, in quella parte di me che hai contribuito a cambiare. Sei e rimani nel battito dentro il petto del tuo grande, insostituibile interprete. Nei suoi occhi, nei suoi gesti, nella sua voce ci sarà sempre una tua scintilla.

E, immagina, Mercuzio, immagina in quanti fantastici universi lui ancora ci deve portare. Immagina quante emozioni, quante storie, quanta musica… Immagina, tu che sai parlare di sogni, e tieniti pronto. Il viaggio ci aspetta.

Grazie di esserci, Mercuzio.

Grazie, Shakespeare. Grazie Romeo e Giulietta-Ama e cambia il mondo.

E grazie moltiplicato all’infinito a quell’artista magico che si chiama Luca Giacomelli Ferrarini.

(Foto in bianco e nero Chloe Car

Foto a colori di Luca Giacomelli Ferrarini)

Il Cerchio di Legno ospita Silvia Querci: occasione imperdibile

Dopo la bella inaugurazione del 9 settembre scorso e le prime settimane di lezioni, dal Cerchio di Legno arrivano già interessanti novità. Luca Giacomelli Ferrarini e Cristian Ruiz sono infatti pronti a dare il via ad una serie di incontri didattici speciali, chiamati Il Cerchio di Legno ospita, in cui il laboratorio accoglierà artisti del panorama teatrale italiano, che terranno masterclass di canto, recitazione e danza aperte a tutti – quindi anche a chi non è allievo effettivo della scuola- uditori compresi.

Il primo di questi appuntamenti sarà il 10 e 11 novembre 2018, con una grande e meravigliosa voce del nostro musical, ovvero Silvia Querci. Chiunque abbia avuto il piacere di ammirarla in scena (Pinocchio, Romeo e Giulietta-Ama e cambia il mondo, La Congiura, Chicago, fra gli altri) sa che non esagero. Con lei chi parteciperà allo stage avrà l’opportunità di sperimentare due giorni di studio intensivo di canto. Conoscendo le sue doti, suggerisco di non perdere l’occasione, in esclusiva per il Veneto (e anche se siete di altre regioni, il viaggio vale la pena).

Per informazioni e iscrizioni scrivere a ilcerchiodilegno@libero.it, come indicato sulla locandina.

E seguite Il Cerchio di Legno sulle sue pagine Instagram, Facebook e Twitter, per restare aggiornati sulle prossime novità.

#cerchiamo !

L’inaugurazione di un sogno: il Cerchio di Legno si avvera

9.9.18

Una data che, a leggerla così, in forma numerica, ha qualcosa di magico e artistico, una combinazione perfetta, quasi circolare. E quindi la migliore data possibile per inaugurare la sede di Il Cerchio di Legno, il laboratorio di teatro che Luca Giacomelli Ferrarini e Cristian Ruiz dirigeranno a Mozzecane, in provincia di Verona.

《Sono molto emozionato, perché oggi si realizza un sogno che è partito tanto tempo fa》, ha detto Luca Giacomelli Ferrarini, poco prima del taglio del nastro. 《 Tante persone che sono qui presenti lo sanno e ci hanno aiutati. Finalmente oggi questo nastro verrà tagliato ed entreremo in questo nostro – e vostro – sogno che è il Cerchio di Legno》.

Un sogno di legno, vetrate, specchi, luci e profumo d’arte, con un angolo pieno di libri a tema, locandine e ricordi artistici, dove su una parete campeggia il bellissimo motto #cerchiamo.

La prima parola che viene alla mente varcandone la soglia è accogliente.

Speriamo che vi piaccia, perché sarà un po’ la vostra casa》ha detto Cristian Ruiz ai futuri allievi. E davvero vi si respira aria di casa: soprattutto si percepisce che è considerata tale in primis proprio da Luca e Cristian, basta guardare la luce nei loro occhi per capire quanto siano orgogliosi di questo nido di arte e speranza.

Belle le parole del sindaco di Mozzecane, che ha parlato di dialogo, apertura e sostegno al mondo commerciale, associativo e scolastico. Il Cerchio di Legno ha sede infatti in un edificio che ospita altre attività di vario genere, compresa una ludoteca gestita dall’asilo nido della cittadina, Il Cavalluccio Marino, e che lo rende quindi un piccolo polo culturale, artistico e sociale che punta sui giovani e sulla collaborazione. Davvero un bell’esempio, di questi tempi.

Alla bella e affollata inaugurazione era presente anche l’assessore alla cultura di Mozzecane, che ha sottolineato il valore positivo dell’entusiasmo di Luca e Cristian, poiché fare cultura è difficile. E sicuramente lo è, specie in Italia. Ma è difficile anche sognare e rendere un sogno realtà . Occorrono coraggio, tenacia, lungimiranza, la voglia di crederci a dispetto di tutto. Luca Giacomelli Ferrarini e Cristian Ruiz hanno sicuramente tutte queste caratteristiche, a cui aggiungerei anche la generosità. Da artisti, condividono i sogni per cui lottano con gli altri, dando la possibilità di generare e alimentare altri sogni. Vale per i loro allievi ma anche per chi semplicemente li sostiene, perché il loro modo di concepire il lavoro e l’arte può essere un modello da seguire per chiunque di noi, in qualsiasi campo.

Il Cerchio di Legno ha iniziato ufficialmente le lezioni il 10 settembre, il giorno dopo l’inaugurazione. Proseguiranno ogni lunedì, dalle 17, fino a giugno 2019. Ad affiancare Luca e Cristian nell’insegnamento ci saranno anche Antonio Torella, Valentina Ragno e Francesco Ruiz.

In bocca al lupo dunque a tutti i docenti e agli allievi, a chiunque troverà casa al Cerchio di Legno.

E #cerchiamo, sempre.

Se puoi sognarlo, puoi farlo- Walt Disney

(Foto in bianco e nero di Roberto Ferrarini

Logo e foto a colori di Luca Giacomelli Ferrarini)

Inferno-Le dannate dantesche: una “discesa” nel teatro e nel cuore delle donne

Il teatro è un mondo complesso e coinvolgente, i cui confini si spingono ben al di là del palcoscenico, fino ai camerini, alle sale prove, alle ore, le settimane, i mesi di studio e fatica per arrivare a quel momento, in cui il sipario si apre e ci si gioca il tutto e per tutto a confronto col pubblico.

Qualcosa che le allieve del corso di musical della L.C. Art di Roma hanno decisamente imparato sulla propria pelle. Dal 19 al 22 luglio, hanno concluso il percorso formativo durato dieci mesi sotto l’abile direzione degli attori Luca Giacomelli Ferrarini e Cristian Ruiz e, come spettatrice, ho avuto l’opportunità di assistere all’affascinante genesi del loro spettacolo. Prima tre giorni di prove intensive nella sede del Teatro If e poi un ultimo, frenetico ed entusiasmante giorno nel luogo della messa in scena, il suggestivo Teatro Sala Uno, ricavato nella navata centrale della cripta della Scala Santa, in piazza Porta San Giovanni. Oscurità di pietra e legno e soffocante caldo estivo, l’adrenalina della prova generale, i costumi, il trucco… Un turbine davvero emozionante, che ha condotto alle due uniche repliche di uno spettacolo originale, di indubbia complessità e profondità: Inferno-Le dannate dantesche.

Da Aracne a Circe, da Semiramide a Medea, passando per Francesca da Rimini e Pentesilea, l’opera creata dalle allieve e dai loro insegnanti è stata un omaggio alla donna attraverso alcune delle più celebri figure storiche femminili che Dante ha relegato nel girone infernale della sua Divina Commedia. Uno sforzo collettivo (le studentesse hanno scelto i propri personaggi curandone costumi e testi), ben strutturato, con un buon ritmo e una colonna sonora di brani celebri della musica italiana abbinati con intelligenza alle vicende delle protagoniste (un esempio su tutti, la toccante L’amore rubato di Barbarossa cantata da Medusa). Vari i punti in cui riflettere e commuoversi, messi di fronte al prezzo che le donne hanno pagato e ancora pagano per essere se stesse. Lo spettacolo ha reso questo concetto in maniera emotivamente forte, specie nel finale. E, come detto dagli insegnanti stessi, nel mettersi in gioco, le allieve hanno dimostrato coraggio e vero amore per il teatro, affrontando il sudore, il trucco che cola, gli incidenti, gli errori e i rimproveri, l’ansia ma anche la gioia della meta raggiunta e di quegli istanti in cui esiste solo il palcoscenico e ci si offre agli spettatori.

Il teatro è tutto questo, con gli alti e i bassi, la magia e i sacrifici. Luca Giacomelli Ferrarini e Cristian Ruiz sanno bene come insegnarlo e non posso che ringraziarli, insieme alle loro allieve, per questa esperienza immersiva nella creatività e nell’arte. Vanno doverosamente citate anche Cristiana Corongiu e Paola La Rocca, infaticabili creatrici dell’associazione culturale L.C. Art, in perenne movimento come api operaie, a cui va il plauso di lavorare costantemente per offrire questa bella opportunità di studio e condivisione.

È già pronta a partire, infatti, da settembre, una nuova avventura formativa. Quest’anno ci hanno portato all’inferno: e l’anno prossimo?

Se volete scoprirlo e, soprattutto imparare e crescere, iscrivetevi!!

Locandina dello spettacolo di Luca Giacomelli Ferrarini e L.C. Art

Fotografie di Luca Giacomelli Ferrarini

Locandina del corso 2018/2019 di L.C. Art

Il Cerchio di Legno: un sogno che inizia

Tutti i sogni hanno un inizio e questo di cui vi racconto comincia da un cerchio di legno. Il grande William Shakespeare definiva in questo modo il palcoscenico, piattaforma di sogni per eccellenza: in quel magico spazio vivono, creano e sognano da sempre Luca Giacomelli Ferrarini e Cristian Ruiz. A chi se non a loro, artisti con la A maiuscola e stelle del teatro musicale italiano, spetta il diritto e, perché no, il dovere di costruire sogni e diffonderli?

Li seguo e sostengo da tanto tempo e, credetemi, di sogni ne hanno concepiti e donati tanti, sempre preziosi. Il prossimo, dato che sono anche ottimi insegnanti, sarà una scuola, che si chiamerà appunto Il Cerchio di Legno. Sta per nascere in provincia di Verona, a Mozzecane, ed è pronta ad accogliere allievi da formare nelle varie materie legate alle tre discipline base del musical: recitazione, canto e danza. Grazie a un team di professionisti del settore si spazierà dal canto corale al tip tap, passando per storia del teatro, solfeggio e molto altro. Un percorso didattico completo, che consentirà agli studenti di ottenere la preparazione necessaria per proseguire sulla strada del difficile mestiere del performer. Come preannunciato dagli stessi Luca e Cristian, il Cerchio di Legno significherà ricerca, ispirazione, bellezza, impegno, collaborazione, dialogo, necessità… e chissà quanto altro. Sarà una grande avventura.

Chi vuole farne parte deve però superare una prova attitudinale, perché si tratta di un’avventura da prendere seriamente. Scrivete all’indirizzo email ilcerchiodilegno@libero.it entro e non oltre le ore 20.00 del 31 luglio 2018 per iscrivervi alla prova e ricevere tutte le informazioni che vi servono. E seguite Il Cerchio di Legno su Facebook, Instagram e Twitter: Luca e Cristian hanno ideato il bellissimo hashtag #cerchiAMO, un perfetto simbolo degli intenti e dell’anima di questa nuova scuola. Consiglio loro di stamparlo su magliette e spillette. CerchiAMO, facciamolo tutti.

Io da questa finestra sto guardando un sogno che inizia.