
Il mondo del teatro, che frequento come un ospite in punta di piedi ormai da oltre un decennio, mi ha insegnato il valore dell’attesa, della tenacia dietro le audizioni e le prove, la fede e la speranza a sostegno di un progetto.
Nessun dorma ne è il perfetto esempio.
Il suo autore e regista Luca Giacomelli Ferrarini lo ha presentato agli addetti ai lavori e alla stampa quattro anni fa e chi, come me, si è ritrovato fra i fortunati spettatori ne ha riconosciuto subito la bellezza e la qualità. Uno spettacolo nuovo, originale, tutto italiano, curato e solido (il mio articolo dell’epoca si può leggere qui).
Dopo quella presentazione così ricca di potenziale ed entusiasmo, mi sono preparata con fiducia ad aspettare che Nessun dorma trovasse la sua strada verso il palcoscenico. Com’è lunga l’attesa, sospirava Floria Tosca, proprio una delle più celebri eroine pucciniane, ma non ho mai smesso di crederci e soprattutto ha continuato a crederci (e a lavorarci) con forza e perseveranza Luca Giacomelli Ferrarini. E finalmente ci siamo!

Nessun dorma debutterà il 17 dicembre 2026, a Milano, al teatro San Babila, dove resterà in scena fino al 30 dicembre. I biglietti saranno in vendita dall’1 settembre.
Lo spettacolo è prodotto dalla PVNS Productions di Paolo Valenti e Nicolò Slavik.

“La scrittura di questo spettacolo è stata un viaggio, un vero viaggio, un’immersione totale in un mondo che mi ha sempre incuriosito, che mi ha sempre attratto, il mondo di Giacomo Puccini”.
Queste le parole di Luca Giacomelli Ferrarini alla conferenza stampa del San Babila, lo scorso 20 aprile.

“Lo spettacolo parla di un particolare momento della vita di Giacomo Puccini, in cui è in totale crisi creativa. Non riesce più a comporre, qualcosa lo rende sterile. L’incontro con Doria Manfredi sarà per Giacomo Puccini un’incredibile fonte di ispirazione. Questa ragazza riesce a capirlo nell’intimo, lo vede come nessun’altra donna è riuscita a vederlo prima. Lui si sente visto per la prima volta, in quanto uomo e in quanto artista soprattutto. Troverà la fonte d’ispirazione per poter andare avanti con la sua carriera”.
Ambientato all’inizio del 1909, a Torre del Lago, Nessun Dorma si basa su un evento drammatico che segnò la vita intima di Giacomo Puccini, rievocando la tragica figura della giovane cameriera Doria Manfredi e quella controversa di Elvira Bonturi, moglie di Puccini, in una trama che si intreccia a quella di Suor Angelica, l’opera centrale del Trittico pucciniano.

In due atti, con otto personaggi, lo spettacolo si avvale delle bellissime musiche di Marco Spatuzzi. Al momento il cast completo non è ancora stato annunciato, ma come già quattro anni fa, a vestire i panni di Giacomo Puccini sarà Cristian Ruiz, che durante la conferenza stampa ha letto una lettera scritta da Puccini a Doria Manfredi.

Trovo significative queste sue parole:
“La storia di Giacomo Puccini e Doria Manfredi non è solo cronaca, è uno specchio dei tempi. E la domanda vera non è cosa sia successo allora, ma cosa faremmo noi oggi?”
Una domanda che spero affascinerà il pubblico quanto ha conquistato da subito me. Nessun dorma è, lo ripeto senza remore, uno spettacolo che emoziona, di notevole bellezza, eleganza, qualità. Getta un ponte tra il nostro tempo e quello del grande Giacomo Puccini, aprendo una finestra sulla sua anima e sulla sua creatività e portandoci a conoscere il cuore di Doria Manfredi, così facilmente messo da parte dalla Storia.
Fatevi un regalo natalizio e, se potete, se volete, andate a vederlo.
(Immagini tratte dalla pagina Instagram di Nessun Dorma)

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